{"id":796,"date":"2020-11-02T11:18:07","date_gmt":"2020-11-02T10:18:07","guid":{"rendered":"https:\/\/micheleventurini.it\/?p=796"},"modified":"2020-11-02T11:18:09","modified_gmt":"2020-11-02T10:18:09","slug":"baristi-a-londra-aspettando-il-visto-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/micheleventurini.it\/en\/2020\/11\/02\/baristi-a-londra-aspettando-il-visto-brexit\/","title":{"rendered":"Baristi a Londra aspettando il visto Brexit"},"content":{"rendered":"<p>Lo hanno ribattezzato il \u2018visto da barista\u2019. \u00c8 l\u2019idea di<strong> offrire dopo la Brexit un permesso\u00a0di due anni agli europei under 30 per lavorare in ristoranti, hotel e bar britannici<\/strong>. Una misura che punta a prevenire la crisi della manodopera straniera attesa nel 2019. Per allora\u00a0il Regno Unito\u00a0avr\u00e0 lasciato l\u2019Unione Europea e\u00a0l\u2019ingresso nel paese per i giovani a caccia di fortuna diventer\u00e0 un rebus. Il rischio \u00e8 che scarseggino nei locali inglesi camerieri, cuochi, baristi e bartender.<\/p>\n\n\n\n<p>Un paradosso per il settore Ristorazione e accoglienza che vive della forza lavoro europea. La conferma\u00a0arriva dai\u00a0numeri:<strong>\u00a0in un anno secondo l\u2019Office for National Statistics gli addetti\u00a0sono aumentati di\u00a050 mila unit\u00e0.<\/strong>\u00a0Nella maggior\u00a0parte dei\u00a0casi\u00a0si tratta di ragazzi italiani, spagnoli, francesi\u00a0e polacchi apprezzati\u00a0in\u00a0particolare nell\u2019ambito della caffetteria.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Lo ha ribadito anche&nbsp;l\u2019indagine Uk Coffe Report citata pochi giorni fa dal Times: il numero della caffetterie in Gran Bretagna sorpasser\u00e0 quota 30 mila entro il 2025. Si stima cos\u00ec che ci sar\u00e0 bisogno di 40 mila dipendenti in pi\u00f9.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Un piccolo esercito che facilmente si concentrer\u00e0 nella capitale<strong>. <\/strong>A\u00a0Londra del resto la parola \u2018barista\u2019 \u00e8 entrata nel linguaggio comune\u00a0soppiantando addirittura il tradizionale \u2018barman\u2019. Ecco allora il dibattito sul \u2018visto del barista\u2019 che apre diversi interrogativi a cui dovr\u00e0 dare una\u00a0risposta l\u2019Home Office, il dipartimento governativo che ha in gestione i flussi migratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Posto che il visto al vaglio dal governo&nbsp;si basa sul modello <a href=\"http:\/\/www.visabureau.com\/uk\/youth-mobility.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Youth Mobility Scheme<\/a> introdotto dal Ministero degli Interni per i giovani in arrivo da Australia, Canada&nbsp;e Nuova Zelanda, la domanda da farsi \u00e8: dopo due anni cosa accadr\u00e0 ai ragazzi che hanno ottenuto il permesso?<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo centrale \u00e8 consapevole\u00a0di non avere mezzi per controllare i flussi e<strong>\u00a0il timore \u00e8 che si chieda a\u00a0datori di lavoro, universit\u00e0 e padroni di casa di segnalare\u00a0gli irregolari.<\/strong> Un clima da \u2018caccia alle streghe\u2019 impossibile da immaginare ascoltando le storie di chi a Londra da barista o bartender vive da anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abCon Brexit? Ora invece che 100 curriculum ne arrivano 20\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi ero iscritto ad Economia e Commercio ma non era&nbsp;la mia strada. Per arrotondare <strong>lavoravo nei weekend in un bar di Vimercate e mi son detto perch\u00e8 non farlo a Londra?<\/strong>\u00bb. Parte da questa semplice domanda la storia di Luca Missaglia, brianzolo di 28 anni, oggi Bar Manager nella catena di ristoranti AquaShard. Un\u2019avventura fatta di gavetta e tanti sacrifici soprattutto nel&nbsp;primo anno di trasferimento.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abSono partito senza conoscere la lingua e mi sono ritrovato a fare il lavapiatti in una pasticceria. La mattina andavo a scuola di inglese e la sera a lavorare. Vita sociale zero\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019impegno&nbsp;nella \u2018terra promessa degli italiani\u2019 viene premiato. \u00abPrima sono diventato aiuto barman in un locale, poi Head Barman e alla fine manager. <strong>Oggi guido un gruppo di 38 persone e ho anche la fortuna di viaggiare molto<\/strong>. Poco tempo fa sono stato a Hong Kong\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche perplessit\u00e0 su Brexit Luca la confessa. \u00abIl giorno dopo il\u00a0voto tutto lo staff era preoccupato. Abbiamo fatto una riunione spiegando che l\u2019azienda avrebbe sostenuto\u00a0chi voleva restare\u00bb. <strong>L\u2019effetto pi\u00f9 evidente\u00a0per\u00a0 Luca \u00e8 stato\u00a0per\u00f2 un crollo delle nuove candidature.<\/strong> \u00abSe un anno fa ricevevo 100 curriculum oggi ne ricevo 20. Nei prossimi anni non penso i datori di lavoro potranno pi\u00f9 dire: \u2018Tanto se te ne vai ne trovo altri mille\u2019\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>\u00abDa barista a Londra, mi sono costruita una professione da zero\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/static2-blog.corriereobjects.it\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/04\/alice-e1492715253346.jpg?v=1492715253\" alt=\"alice\" class=\"wp-image-42031\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abDoveva essere una vacanza estiva, \u00e8 diventata una nuova vita\u00bb. Da tre anni, Ilaria Giulia Piscopo, 32 enne di Acerra in Campania, vive a Londra con il compagno architetto. <strong>La si incontra da Caff\u00e8 Nero, catena di caffetterie dove lavora come manager<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abSono partita perch\u00e8 dopo la laurea umanistica non trovavo un impiego&nbsp;a Roma. Non avevo mai lavorato in&nbsp;caffetteria&nbsp;e devo dire che \u00e8 stata una scoperta, dopo due anni ho anche fatto un corso in universit\u00e0 per approfondire il business management\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Vivere a Londra per Ilaria \u00e8&nbsp;un vantaggio sotto diversi punti di vista. \u00abQui la burocrazia funziona, i mezzi di trasporto sono efficienti e lo stile di vita \u00e8 molto superiore a quello che potrei&nbsp;avere in Italia\u00bb.&nbsp;Da cittadina del mondo per\u00f2 non si preoccupa troppo della Brexit. Per due motivi:\u00abDa una parte&nbsp;sarebbe <strong>un controsenso&nbsp;per un paese respingere lavoratori che pagano regolarmente le tasse<\/strong>, dall\u2019altra vivo alla giornata e nel caso sarei pronta a cambiare. Non sarebbe la prima&nbsp;volta del resto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>\u00abLa carriera qui vola, in Italia tutto fermo\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/static2-blog.corriereobjects.it\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/04\/18052727_10210684052232093_1262047965_n-500x500.jpg?v=1492696653\" alt=\"18052727_10210684052232093_1262047965_n\" class=\"wp-image-41991\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abSono a Londra da quattro anni, \u00e8 una citt\u00e0 che ti fa crescere\u00bb. Alessandro Rabolini \u00e8 volato in Regno Unito dalla provincia di Varese con in testa l\u2019idea di imparare l\u2019arte di gestire un bar. \u00ab<strong>In Italia mi sentivo fermo, vedevo tutto piatto<\/strong> \u2013 dice -. Qui invece posso confrontarmi con differenti culture, vivere la moltitudine di spettacoli, live music, eventi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi che lavora al Sexy Fish, noto ristorante di lusso, Alessandro \u00e8 diventato Bar Manager. E a trent\u2019anni \u00e8 soddisfatto di aver fatto carriera.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abHo imparato come gestire veramente un locale: dal back office, al gp count fino ai drink cost. Lavorare con una squadra multiculturale di 20 persone ti migliora e il mix tra il rigore manageriale inglese e l\u2019accoglienza italiana funziona\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Al netto dello stress metropolitano Alessandro pensa&nbsp;di comprare casa a Londra. La Brexit non lo spaventa. \u00abCi sar\u00e0 sempre bisogno di persone nel settore. <strong>Fra 7 mesi potr\u00f2 chiedere il doppio passaporto o il visto permanente. E la mia azienda \u00e8 disposta a coprire le spese (\u00a380 circa)<\/strong>, mi aiuteranno anche con le pratiche burocratiche\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non nega per\u00f2 le difficolt\u00e0 per i giovani che partiranno tra due anni a negoziati conclusi. \u00abSar\u00e0 pi\u00f9 complesso&nbsp;aprire gli account iniziali da quello bancario al Nin (National Insurance Number ndr). Quando arrivai feci tutto in 15 giorni, due ragazzi arrivati tre mesi fa ci hanno messo un mese\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>\u00abConsegnate i cv di persona ai manager e puntate a lavori con il service charge\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/static2-blog.corriereobjects.it\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/04\/IMG_4771-500x281.jpg?v=1492716761\" alt=\"IMG_4771\" class=\"wp-image-42035\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abSotto Natale ho fatto le valigie e ho lasciato la mia Puglia. La vita di paesino mi aveva stancata\u00bb. Lo racconta con entusiasmo Melina Notarfrancesco, 29 anni, il suo salto nel vuoto di 4 anni fa. &nbsp;\u00ab<strong>In tre giorni dal mio arrivo, ho trovato lavoro e ho addirittura dovuto scegliere tra diverse proposte<\/strong>. Ho fatto esperienza come barista e cameriera in un pub che purtroppo \u00e8 fallito e alla fine sono sbarcata&nbsp;da Donna&nbsp;Fugassa\u00bb. Qui Melina ha trovato la sua dimensione: orari comodi,&nbsp; uno stipendio e amicizie internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tornare indietro non se ne parla anche se non \u00e8 certa di rimanere per sempre in Gran Bretagna. \u00abSe il costo della vita dovesse aumentare ancora e noi europei diventassimo sgraditi penso cambierei, non mi spaventa l\u2019idea\u00bb. Nonostante le incertezze sul lungo periodo l\u2019esperienza londinese per lei resta un must.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abSe ho consigli per i ragazzi in partenza? Consegnate i curriculum di persona ai manager dei locali, valorizzate le esperienze che avete nel campo della ristorazione, studiate la lingua e puntate ai lavori con il service charge. Le mance qui fanno la differenza a fine mese\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<h4><strong>\u00abAi ragazzi dico partite ora ma niente avventure, serve&nbsp;un progetto\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/static2-blog.corriereobjects.it\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/04\/Michele-Venturini-e1492711993848-500x495.jpg?v=1492711994\" alt=\"Michele Venturini\" class=\"wp-image-42027\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per fare \u2018quello che voleva\u2019 ha lasciato La Spezia tre anni fa dopo aver concluso gli studi in un Istituto alberghiero. Michele Venturini, 34 anni, dopo premi e concorsi vinti lavora come Bar&nbsp;Manager nel locale anni Quaranta Cahoots di Londra.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abQuesta citt\u00e0 permette di realizzarti a livello lavorativo ma se devo fare un bilancio il costo della vita \u00e8 ancora troppo elevato. Per campar bene servono almeno 3500\u00a3 al mese e difficilmente la ristorazione ti permette di guadagnare tanto almeno all\u2019inizio\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Sulla Brexit ha le idee chiare: sar\u00e0 una complicazione soprattutto burocratica.<\/strong> \u00abFaccio un piccolo esempio: ho da poco fatto richiesta per la licenza per&nbsp;vendere alcolici. Gli stessi impiegati mi hanno detto&nbsp;che ora serve il doppio della documentazione rispetto a prima\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi lavora 12- 13 ore al giorno una problematica in pi\u00f9 da gestire che per\u00f2 non deve fermare i pi\u00f9 giovani. \u00abIl mio consiglio \u00e8 di <strong>partire il prima possibile ma non all\u2019avventura, serve un progetto ragionato<\/strong>. Non vedo il senso di scappare dall\u2019Italia per finire a vivere in dieci in un bilocale mettendo via poco o niente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>\u00abHo un figlio di due anni, vorrei crescesse a Londra\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/static2-blog.corriereobjects.it\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/04\/Giovanni-Spezziga.jpg?v=1492699532\" alt=\"Giovanni Spezziga\" class=\"wp-image-42011\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Dal mare cristallino di Porto Cervo alle strade trafficate di Londra solo per amore dei cocktail.<\/strong> Giovanni Spezziga, 39 anni, ha scelto di fare le valigie dieci&nbsp;anni fa per passione. \u00abSono partito dalla Sardegna dove lavoravo in hotel, e ho iniziato dietro al bancone dei cinque stelle londinesi. Pulivo i bicchieri, tagliavo la frutta e sistemavo il magazzino. Nel tempo sono diventato Head Bartender e dopo aver cambiato 2 o 3 volte catena alberghiera mi sono messo in proprio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni che ha da poco ha fondato Shakers Eventi, societ\u00e0 che si occupa di organizzare party, feste e manifestazioni legate all\u2019arte del drink, a Londra vorrebbe restare.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abHo un figlio di due anni \u2013 racconta \u2013 \u00e8 nato qui e vorrei che ci crescesse. Brexit complicher\u00e0 le cose. Intaccher\u00e0 i numeri della manodopera europea&nbsp;e per chi si occupa di import ed export di alcolici far\u00e0 aumentare&nbsp;i prezzi ma non lo vedo come un ostacolo insormontabile. Londra \u00e8, e rimane, una citt\u00e0 busy. Ha bisogno di forza lavoro e noi italiani siamo bravi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Italia resta un sogno post pensione.<\/strong> \u00abMi vedo a tornare nella mia terra tra 20 anni, prendere una casetta in riva al mare e continuare a fare i cocktail nella tranquillit\u00e0 del mio giardino\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>\u00abNon so se \u00e8 la citt\u00e0 dei miei sogni ma qui ho trovato una famiglia\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/static2-blog.corriereobjects.it\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/04\/IMG_4768-500x281.png?v=1492716765\" alt=\"IMG_4768\" class=\"wp-image-42037\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abVivo in una bella casa con un\u2019amica, ho uno stipendio e mi mantengo da sola. Forse Londra non \u00e8 la citt\u00e0 dei sogni ma ti permette di realizzarli\u00bb. &nbsp;Claudia Saccente, 25 anni, viene dalla delusione di non aver trovato lavoro in Italia dopo la laurea triennale in Psicologia.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abMi sono buttata cos\u00ec sulla ristorazione in mancanza di alternative. Direi che sono partita&nbsp;all\u2019avventura. Dopo alcune esperienze in un paio di&nbsp;locali sono arrivata da Donna Fugassa e ho trovato, lo dico senza &nbsp;retorica, una famiglia\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Claudia oggi lavora nella caffetteria e bistrot assieme ad altri colleghi italiani. \u00abPremetto che non ci auto-ghettizziamo anzi frequentiamo anche inglesi, per\u00f2 aiuta <strong>avere dei connazionali a fianco. Riduce il senso di isolamento in terra straniera.<\/strong> Mi sento finalmente soddisfatta di quello che faccio e la Brexit non \u00e8 un problema\u00bb. Complice la giovane et\u00e0 per Claudia la vita \u00e8 ancora un viaggio e fare la&nbsp;valigia una volta in pi\u00f9 \u2013 dice&nbsp;\u2013 non le peser\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>\u00abQui ho&nbsp;l\u2019indipendenza&nbsp;e un contratto a tempo indeterminato\u00bb<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/static2-blog.corriereobjects.it\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/04\/Dandi-500x385.jpeg?v=1492706130\" alt=\"Dandi\" class=\"wp-image-42023\"\/><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abVolevo essere indipendente. Cos\u00ec dopo il liceo artistico e una serie di esperienze a Roma e a Milano sono partito alla volta di Londra dove avevo accettato una proposta di lavoro\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Con un progetto ben preciso Stefano Agostino da 9 mesi lavora dietro al bancone del Savoy Hotel London. Vuole servire cocktail di qualit\u00e0 e imparare il mestiere. \u00ab<strong>La fortuna di lavorare in un hotel \u00e8 la turnazione.<\/strong> Riesci ad&nbsp;avere&nbsp;orari pi\u00f9 stabili rispetto a chi lavora&nbsp;in club o pub. Pi\u00f9 di 8 ore per\u00f2 non te le toglie nessuno. Ci si ferma sempre di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019impegno richiesto \u00e8 sfibrante&nbsp;fa da contrappeso la stabilit\u00e0 economica raggiunta. \u00ab<strong>In genere i contratti nel settore sono a tempo indeterminato, c\u2019\u00e8 un periodo di prova di 3 mesi prolungabile a 6<\/strong> e poi l\u2019impiego \u00e8 tuo. Fermo restando che puoi comunque lasciare quando lo desideri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Stefano per\u00f2 la soddisfazione non \u00e8 solo la paga e il potersi permettere un affitto in una delle citt\u00e0 pi\u00f9 care d\u2019Europa, vince su tutto il rapporto con i colleghi. \u00abIn hotel siamo quattro italiani, uno spagnolo, un giapponese, tre slovacchi e un francese. <strong>Ci si confronta a livello di culturale&nbsp;ed \u00e8 l\u00ec il bello. Di Brexit, dico la verit\u00e0, parliamo poco. Ci sembra ancora molto lontana\u00bb<\/strong>.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo hanno ribattezzato il \u2018visto da barista\u2019. \u00c8 l\u2019idea di offrire dopo la Brexit un permesso\u00a0di due anni agli europei under 30 per lavorare in ristoranti, hotel e bar britannici. Una misura che punta a prevenire la crisi della manodopera straniera attesa nel 2019. 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